Milano, la sexy city da visitare e da non perdere

Milano da vedere, con la sua bellezza di donna misteriosa. Non è appariscente come Londra, non è bon ton come Parigi, non è romantica come Venezia e non è nemmeno bella come Roma. Milano è sexy, è una città che ti conquista poco alla volta, che ti chiede del tempo per farsi conoscere con la promessa di farti trovare, dietro quel piglio quasi aggressivo, tutta la dolcezza che stai cercando.

Mi ha sempre affascinata questa città e anche ora che sta vivendo un periodo difficile, ferita nel suo animo di centro frenetico e in continuo movimento, mi piace pensare a lei come un cuore che pulsa e che non smette di farlo.

Allora chiudo gli occhi e torno ai luoghi che nei miei viaggio mi hanno conquistata. Vi va di fare un tour con me tra le vie segnate dalla storia, caratterizzate dal design, impreziosite dalla moda e animate dallo shopping?

Il Duomo

Non si può non partire dal Duomo per parlare di Milano. La sua chiesa, il suo orgoglio, la sua fabbrica senza fine che da anni si reinventa, si amplia, si arricchisce. Ma lo sapevate che la Madonnina sulla guglia più alta non è l’unica? Ce ne sono ben quattro in tutta la città. Durante il periodo fascista Benito Mussolini ordinò che fosse fatta una legge per impedire che in città venissero costruiti edifici di altezza superiore alla Madonnina: così 108,50 metri divennero il limite massimo per le nuove costruzioni. Dopo la guerra questa legge rimase per parecchi anni come patto non scritto tra Comune e Curia. Tutti i nuovi grattacieli di Milano si fermarono così al di sotto della Madonnina.

Il limite venne infranto negli anni sessanta dal Pirellone. Alla fine strapparono l’accordo a una condizione: posizionare sul tetto del grattacielo una copia della Madonnina. In cima al Pirellone venne così messa una Madonnina in formato mignon in modo che fosse sempre il punto più alto.  Poi arrivò nel 2010 Palazzo Lombardia, che supera i 161 metri e così una nuova statua fu posta alla sua sommità e infine la Torre Isozaki a City Life. Anche sul suo tetto a 210 metri è stata posta una nuova statua della Madonnina.

Nonostante ciò, quella del Duomo resta la più misteriosa, la più bella e la più luminosa e amata dai cittadini e da chi visita la città. Bello osservarla dalle Terrazze che si affacciano sul Duomo e che prendono i nomi di Martini, Campari e Aperol.

Palazzo Reale e Museo del ‘900

Sulla piazza centrale si affacciano anche il Palazzo Reale e il Museo del ‘900, i due volti che rappresentano il DNA meneghino: tradizione e modernità stanno fianco a fianco e diventano motore culturale del territorio. Lo spazio dedicato all’arte contemporanea ospita oggi un’esposizione permanente di opere d’arte del XX secolo ospitata all’interno del Palazzo dell’Arengario e in parte nel Palazzo Reale.

Quest’ultimo, per molti secoli sede del governo della città, del Regno del Lombardo-Veneto e poi residenza e reale fino al 1919, era stato progettato con un sistema di due cortili, poi parzialmente demoliti per lasciare spazio al Duomo. Il palazzo è situato alla destra della facciata del duomo in posizione opposta rispetto alla Galleria Vittorio Emanuele II.

La Galleria Vittorio Emanuele II

Ed è proprio la Galleria ciò che lascia a bocca aperta il turista che arriva e si aspetta di trovarsi di fronte solo a una chiesa. Non chiamatela mai solo “una chiesa”. Perché non rendereste giustizia a questo complesso di costruzioni così incredibilmente ben conservato da rendere il centro città davvero un gioiellino. La Galleria Vittorio Emanuele II con i suoi negozi di lusso è, in forma di strada pedonale coperta, la via che collega piazza Duomo a piazza della Scala.

Per la presenza di eleganti negozi e locali, fin dalla sua inaugurazione fu sede di ritrovo della borghesia milanese tanto da essere soprannominata il “salotto di Milano”: costruita in stile neorinascimentale, è tra i più celebri esempi di architettura del ferro europea. Un colpo d’occhio davvero d’impatto per chiunque arriva a visitarla.

Castello Sforzesco, Parco Sempione e Arco della Pace

Ma Milano non è solo il Duomo. Lasciandoselo alle spalle e proseguendo lungo via Dante si arriva al Castello, un vero e proprio baluardo degli Sforza costruito nel quindicesimo secolo. Per molto tempo fu una delle principali cittadelle militari d’Europa oltre a essere uno dei più grandi castelli del vecchio continente. Oggi ospita musei e apre le sue porte sul Parco Sempione, polmone verde del centro cittadino dove, in fondo, si staglia contro il cielo l’Arco della Pace.

La prima pietra di questo arco vittorioso fu posta nel 1807, ma i lavori vennero poi sospesi con la caduta di Napoleone e ripresi nel 1826 sotto gli austriaci. L’inaugurazione avvenne nel 1838 e da allora rappresenta il maggior monumento e simbolo neoclassico della città. Ma c’è di più: è diventato anche uno dei punto di riferimento della movida meneghina, con i locali che lo circondano, le bottiglie che si sbocciano e i cocktail che si agitano.

Brera

Per trovare invece un’aria più bohemiène bisogna attraversare Brera con le sue viuzze in pavé, le cartomanti e le lucine. È come entrare in un mondo a parte dove la frenesia della circonvallazione è solo un “sentito dire” perché qui si vive come sospesi, tra caffè letterari, piccoli bistrot e l’Accademia delle belle arti. Prendetevi il tempo di varcarne la soglia e scoprirete statue, un cortile interno, un giardino botanico così ben conservato che sarà quasi emozionante.

E poi la Pinacoteca, oggi visitabile anche online, che con i suoi 24000 metri quadri di superficie rappresenta una galleria nazionale d’arte antica e moderna, collocata nell’omonimo palazzo, uno dei complessi più vasti di Milano. Soprattutto pittura veneta e lombarda, ma la sua grande ricchezza è quella di raccogliere opere da tutte le diverse correnti.

E ci sarebbe ancora tanto da dire e raccontare perché Milano è una città tanto piccola quanto immensa di cose da fare, vedere, provare. E tornerà a splendere come e più di prima. Un grande in bocca al lupo, super donna!

Comments

  1. froleprotrem says:

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